CONTESTI SENSIBILI NELLA RELAZIONE D'AIUTO

DIPENDENZE PATOLOGICHE E RECLUSIONE

Teatroterapia in contesti sensibili e nella relazione d’aiuto:

dipendenze patologiche e reclusione.

L’utilizzo della metodologia del Teatro dell’Anima nei contesti sensibili realizza opportunità di empowerment complesso su più livelli.
Nello specifico del lavoro con le dipendenze patologiche afferenti ai Servizi pubblici ed alle strutture intermedie gestite dal privato sociale, cos. come per i progetti destinati ai detenuti, abilità e strumenti di un Trainer vanno formati e orientati a:

● osservazione e gestione di dinamiche individuali e gruppali (ad es.: cosa accade? quale clima? chi fa e chi non fa? quali abilità e quali resistenze? conflitti e soluzioni possibili? etc.).

● raccolta e decodifica dei bisogni specifici attraverso una efficace analisi della domanda (richiesta esplicita vs implicita; bisogni e motivazioni; curiosità vs paura; etc.).

● realizzazione di contenuti e condizioni funzionali alle caratteristiche peculiari del target (chi può fare cosa; livelli di emotività espressi vs taciuti; fragilità; attitudini particolari; etc.).

● stimolazione e promozione della libera espressione e della produzione immaginativa (leggere le potenzialità in ciascuna proposta; accogliere e sviluppare le idee prodotte dall’utenza; adattare contenuti e settings ai partecipanti, non il viceversa; sostenere positivamente la produzione, contenendo ansie e perplessità; creare tempi e spazi adeguati; etc.).

Le dipendenze patologiche sono caratterizzate dall’uso distorto di una sostanza, di un oggetto o di un comportamento, cui si aggiunge la restrizione coatta nel caso di utenza in regime di detenzione: occorre quindi:

a) incentivare lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, cioè la capacità di mentalizzare e regolare gli affetti, e di utilizzarli appropriatamente nel contesto delle relazioni personali.

b) lavorando con la persona perché diventi maggiormente capace di identificare ed esprimere le emozioni, di correlarle all’esperienza corporea e di utilizzarle come guida per il proprio comportamento.

Perché ciò possa avvenire, è necessario rendere coscienti i processi cognitivo-affettivi alla base dei meccanismi dissociativi, ovvero di fuga dallo stato di coscienza ordinario come difesa dalle emozioni sopraffacenti; in un processo volto a favorire l’elaborazione e l’integrazione delle proprie fragilità portando a consapevolezza e rinforzando le skills che ciascuno attiva durante l’esperienza laboratoriale.

Il Teatro si fa cos. strumento potente di aggregazione e di comunicazione, oltre che di espressione artistica, e funzione privilegiata del “riappropriarsi del concetto di persona” anche in un contesto detentivo e reclusivo.

Contatti

Teatro della'Anima Condotto da Dario Aquilina. Teatroterapia da oltre 30 anni.

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